L’editoriale di oggi

Su internet, e anche di collegato su tutti gli oggetti o applicativi che sfruttano la trasmissione di dati, circolano materiali tra i più disparati tanto visivi quanto auditivi. Se poi si uniscono le due cose allora quello che ne risulta è un video, ne più ne meno.
E di video ce ne sono tanti tipi: partendo da quelli personali fino a quelli pubblici satirici o meno. Di questi tempi sta circolando un video di un uomo che parla davanti ad uno sfondo innevato. E si lamenta del fatto che i soldi della beneficenza, che dovrebbero essere direzionati ai terremotati e agli abruzzesi e oltre a loro anche a tutti coloro che il maltempo sta stremando, non vanno a buon fine.
Facendo una attenta scrematura tra quello che le forze dell’ordine possono mettere in campo, partendo dai vigili urbani fino ad arrivare all’esercito, il resto porta ad una domanda: quando è stata l’ultima volta in cui il paese è stato oggetto di una vera e propria prova generale contro qualsiasi evenienza? Detto diversamente: come mai ad una scuola singolarmente vengono fatte le esercitazioni generali mentre ad una intera provincia, magari ad una intera regione, non viene sottoposto lo stesso trattamento?
Sicuramente se un paese intero sapesse come comportarsi senza sciacallaggi su mezzi di emergenza quando succedono delle calamità del genere prima che debba metterci una pezza l’esercito magari le cose sarebbero diverse. Non ci sarebbe gente calamitata che lamenta la carenza dei soldi che i comuni cittadini inviano per aiutare gli altri ma invece finiscono non si sa dove.

L’editoriale di oggi

La riflessione di oggi…

Una cosa che difficilmente si può capire è come faccia il governo ad avere così tante risorse da poter fare quello che sta facendo. Molti possono dire che se c’è un buon amministratore, come sembrerebbe essere Padoan in questo caso, i soldi si trovano. Ma chissà come mai è così forte il sospetto di lavorare, se così si può dire, in deficit.
Un particolare che ha caratterizzato i governi di Berlusconi è sempre stato il fatto che Tremonti non ha mai allargato i cordoni della borsa per permettere all’allora premier di fare quello che preferiva. Si spendeva quanto si poteva e li finiva tutto.
Oggi invece, magari leggermente sotto silenzio ammaliati da slide o diapositive dir si voglia, si spende e si spande alle volte con mire elettorali altre con mire previdenziali. C’è poi il fatto di incentivare il commercio, ma il discorso sarebbe lungo e quindi si imita dicendo che si può anche lasciar stare simili spese.
La domanda a questo punto è: fino a che punto i conti di Stato permetteranno una flessibilità di indebitamento simile? Perché è inutile che si nasconda la polvere sotto il tappeto così a lungo: ci stiamo sempre più indebitando. E la cosa grave è che non si sa per quale motivo ci si stia indebitando. Se veramente c’è la volontà di far ripartire il paese o solo di fargli vivere un sogno dorato da cui risvegliarsi in mezzo alla merda si presume essere l’unica conseguenza.

La riflessione di oggi…

L’editoriale del sabato

Scandalo BancaEtruria, spuntano le lettere ai risparmiatori

Ci si chiede come mai sia successo un fatto del genere, cioè una marea di gente senza soldi in banca per aver ascoltato la banca. Le lettere, di certo vanno a favore dell’istituto di credito, perché se la gente è stata avvertita, è come se avesse accettato di, praticamente, giocare d’azzardo con i propri titoli.
Bisogna ricordare che per giocare in Borsa la gente professionista, cioè quelli che lavorano con i fondi di investimento per mestiere, studiano economia se non matematica o altre scienze che richiedono alta conoscenza di numeri e affini. Un pensionato o un impiegato al massimo arrivano a fare i conti a memoria. Si può pretendere che sappiano di alta finanza?
In questi giorni, stanno saltando fuori articoli dove si racconta di gente che si vedeva recapitare notizie dalla banca, ma per mancanza di preparazione finanziaria o per altro hanno dovuto leggere e basta. Non capendo nulla di quello che leggevano.
Se il Governo volesse fare qualcosa di veramente utile a tutti quei cittadini metterebbe dei centri di ascolto con degli avvocati per fare consulenza ai più deboli, che si trovano a volte di fronte a contratti praticamente illeggibili. E non si fermerebbe a fare quello che farebbero tutti per placare l’ondata, cioè mettere mano alla borsa.

L’editoriale del sabato

L’editoriale del sabato

Dice bene Francesca Dego nell’intervista rilasciata ad Alberto Melloni: per una donna gli ingredienti per poter scrivere sono molti soldi e una stanza tutta per se. La citazione viene dal libro di Virginia Woolf “Una stanza tutta per se” (compralo qui). Ma volendo la si può estendere anche agli uomini e tutte le categorie lavorative: per poter fare qualcosa bisogna avere dei soldi ed uno spazio tutto per se.
Difficilmente si potrebbe smentire una affermazione simile. Soprattutto per il fatto che se non si ha capitale di partenza, se non economico di esperienza, nessuno ha intenzione di travasare denaro o esperienza ad una persona in perdita.
La domanda è doppia: da un lato chi ancora ha voglia di spendere nella gente per creare ricchezza; dall’altro chi accetta ancora di doverci rimettere per acquisire esperienza – anche se “rimetterci” è un parolone visto che alla fine qualcosa rimane.
Molto probabilmente la grande disoccupazione attuale è figlia di una filosofia imprenditoriale dove già il fatto di avere accesso ad un laboratorio o ad una catena di montaggio è grasso che cola. E se ci si mette dalla parte degli imprenditori magari è anche l’unica verità. Ma non può essere eterna una manovalanza che non si può autoriprodurre per mancanza di mezzi. L’imprenditoria ancora attaccata ad una determinata filosofia dovrebbe aprire l’orizzonte, e togliersi il paraocchi di una massimizzazione di guadagno da sputtanare più del dovuto, quando puoi creare ricchezza attorno a te senza nemmeno dover espatriare. E ricominciare da capo, alle volte.

L’editoriale del sabato

Terremoto nella Lega

A quanto emerge dalle carte delle indagini in corso, la famiglia Bossi faceva una vita ammirabile. Ma si potrebbe dire perfino invidiabile. Con macchine, scuole, cure mediche di prim’ordine. E tutto quanto, questo secondo le dichiarazioni, all’insaputa del Senatur. Una notevole insaputa, ma non solo per la gravità morale che la questione comporta, ma per la mole monetaria che è coinvolta. Si tratta infatti di diversi milioni di euro che il tesoriere Belsito, questo il nome della persona, avrebbe pagato prelevandoli dai rimborsi elettorali che il partito della Lega riceveva per il fatto di essere stata eletta.

Dalle prime pagine del Corriere della Sera di oggi salta fuori che Renzo Bossi, beneficiando di questa copertura monetaria, avrebbe avuto a sua disposizione non una sola macchina ma due, e rispettivamente una Audi A6 e una Smart che però, secondo quanto emerso, dopo l’utilizzo privato rientravano nella disponibilià del partito. Poi la laurea in una università londinese, il che comporta costi elevati in generale. Oltre a lui l’altro figlio, Riccardo, a cui è stato coperto il mancato pagamento del leasing della macchina per alcune decine di migliaia di euro. Poi la moglie di Bossi, impiegata come preside in una scuola, che avrebbe richiesto dei fondi per la sua struttura. E poi la tanto nominata Rosy Mauro, attualmente Vicepresidente del Senato ma passata alle cronache per la sua assistenza a Bossi malato, che si è vista coprire diverse spese, e insieme a lei il suo accompagnatore di mestiere poliziotto.

Da ciò che viene fuori, oltre questi casi di malagestione dei soldi pubblici, le dimissioni di Bossi sono qualcosa di insufficiente, di non cancellante la macchia che ha ricoperto la Lega. E Maroni, futuro leader della Lega anche se ora solo triumviro alla guida del partito insieme a Calderoli e a Manuela dal Lago, dovrà faticare non poco per fare repulisti di ciò che è marcito all’interno del partito. Dopo quello che è successo a Milano, questo colpo di grazia non ci voleva. Un consiglio per Bossi? Convincere Rosy Mauro a rinunciare alla vicepresidenza. Magari con questo atto ci sarebbe più apprezzamento da parte dei presunti ignari gabbati.

Quale sarà il futuro della Lega? Nel primo momento resistere ai colpi che da diverse direzioni arriveranno certamente. Soprattutto elettorali, visto che qualche elettore trasporteà il suo voto altrove visto il mal trattamento dei denari pubblici da parte di Belsito. E poi c’è da sperare che tutto quello che, alla base, la Lega ha costruito di concreto non venga spazzato via dall’ondata di indagini in corso.

Terremoto nella Lega