L’editoriale di oggi

Attualmente Sanremo sta macinando ascolti come altre volte e altre edizioni targate Carlo Conti. Non bisogna però sottovalutare il particolare che la messaggistica virale su cellulare è stata una fortissima controprogrammazione per tutto l’impianto di Sanremo.
Molti avranno potuto ricevere su Whatsapp il papiresco messaggio di boicottare la visione di Sanremo per gli stratosferici costi di Conti stesso oltre agli ospiti. A parte il fatto che Carlo Conti non è pagato solo per dire quattro parole in croce nelle serate in cui presenta ma deve fare una supervisione in quanto direttore artistico, non ci si deve scordare che Sanremo volenti o nolenti è una occasione principalmente italiana, ma anche internazionale perché chi vince il festival va come esponente italiano ad un’altra gara canora più importante che si tiene a maggio: l’Eurofestival.
Sanremo è quella pacifica occasione di sentire e vedere l’Italia perché l’Italia si raduna davanti al televisore e vede se stessa quale metro di discussione e di sfida tra chi è il più bravo a rappresentare l’Italia tutta. Se noi per un pezzetto siamo quello che siamo nel mondo è perché il nostro festival è amato e apprezzato dappertutto. Quindi dispiace per chi a giusta ragione ha voluto fare vandalismo del festival boicottandolo. Ma in questo momento ci sono certamente persone all’inizio aderenti che stanno guardando perché Sanremo è Sanremo…

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L’editoriale di oggi

L’editoriale di oggi

In questa giornata la donna ha una grande importanza. Non si può negare che oggi si ricorda al genere maschile, prima che a quello femminile, l’essere fondamentale del genere femminile tanto storicamente quanto biologicamente e socialmente. Gli uomini oggi, senza inchinarsi, dicono alle loro donne praticamente in silenzio che non si poteva cascare meglio, con loro al loro fianco.
Ma una questione salta alla mente: l’essere femminile, tranne casi eclatanti ed indiscutibili, sta sostituendo l’essere maschile sul piano multiplo della bravura e della precisione lavorativamente e socialmente parlando. Al punto che sempre più la figura del casalingo si fa strada nei focolari domestici. Buon segno?
Non c’è alcuna intenzione di rivolere la donna a spazzare e a spadellare come nel passato, tranne i casi in cui lo è felicemente. Ma si vuole dire al genere maschile che non si può continuare a vivere di meriti passati. Pena l’esclusione anche da lavori di fatica “pascolo” sociale e lavorativo praticamente esclusivo degli uomini.
Forse senza che ci se ne sia resi conto si è liquefatto il sistema a scaglioni, in cui un determinato ruolo lavorativo era appannaggio di un genere sessuale specifico. Non vuol dire che fare il muratore diventerà un lavoro anche da donna, ma non ci si potrà stupire se su un cantiere edile sempre più donne avranno i pantaloni e le scarpe sporchi di polvere.
Oppure, anche se è già una realtà e lo è stata nella storia del mondo, nelle fabbriche e nei cosiddetti lavori di fatica il genere femminile maturerà sempre più meriti a scanso di un genere maschile capace solo di lamentarsi e di fare dell’infruttifero e becero maschilismo.

L’editoriale di oggi

Il femminile del 6 marzo 2016

Il mio augurio a voi donne eccolo qui in tre immagini.

La prima:frase 1

Non si può parlare della Festa della Donna, però, senza non fare cenno alla storia di questa festa:

Giornata internazionale della donna by Wikipedia

frase 2

Qui di seguito, molto brevemente, il sito de “Il Post” riassume il motivo dell’esistenza della Giornata internazionale della donna:

La pagina da “Il Post”

frase 3

A tutte le donne: grazie di esistere.

Il femminile del 6 marzo 2016

La riflessione del giovedì

Federal Reserve. Rialzo tassi d’interesse: borse in rialzo

Alessandro Barbera (Twitter @alexbarbera) è un giornalista esperto di economia. Su La Stampa online di oggi, la sua casa giornalistica di appartenenza, ha redatto una non breve ma nemmeno lunghissima riflessione su cosa succede nel mondo della finanza dal momento del rialzo, da parte della Federal Reserve, dei tassi d’interesse.

Il punto di partenza è uno soltanto: la fine del tasso zero.

Per tutti quelli che vogliono farsi una idea a riguardo, magari con un briciolo di fatica per decifrare dell’economichese anche se non troppo stretto, si consiglia la lettura.

La pagina della riflessione (clicca per aprire) su La Stampa

La riflessione del giovedì

La riflessione del giovedì

piantare-un-albero
Nel Bhutan si punta a preservare foreste per sempre

La curiosità è quanto impatto possano avere gesti come questi. Che hanno il sapore di una carnevalata anche se hanno una loro gravità e un loro peso.
Un altro Capo di Stato non potrebbe permettersi una promessa del genere, pena conseguenze per una eventuale rielezione o per il mandato in corso. Non c’è bisogno di andare troppo lontano per scomodare un Obama o un Cameron. Se Renzi dicesse di fare una cosa simile, subito le lobby più inquinanti o più cementificatrici gli farebbero una guerra spietata, senza quartiere.
Bisogna dirlo: l’ambientalismo non piace a nessuno. Il fatto di fare fatica perché la natura prosperi è il primo particolare che da fastidio. Perché l’uomo moderno già fa fatica a mantenere il proprio tenore di vita, cioè la sopravvivenza: chi glielo fa fare all’uomo di dover fare una doppia fatica per qualcosa che non gli appartiene?
Perché è questo il particolare che si sottovaluta.
La natura, differentemente, è qualcosa che ci appartiene. Noi siamo parte della natura. Lo siamo da sempre. Ma la vita umana, per come si è evoluta, lo fa dimenticare.
Forse l’azione del Re del Bhutan non avrà tanta eco. Ma anche solo un uomo in più che si mette ad essere ecocompatibile nella propria vita è un fantastico guadagno per il mondo. Si può anche dire per tutti.

La riflessione del giovedì