La riflessione di oggi

Francesco Gabbani adesso è ufficialmente il candidato italiano nell’impresa di vincere l’Eurofestival 2017. In quanto vincitore ha l’obbligo di fare grande l’Italia nel festival musicale più importante quasi del mondo, visto che oltre all’Europa altri paesi non solo partecipano in alcuni casi pur essendo fuori dall’Europa, ma lo seguono con costanza e con tanta passione. C’è da dire una cosa: sicuramente Gabbani, pur con una canzone orecchiabile, pur con tutto il supporto scenico possibile e pur con tutta la sua energia indiscutibile avrà una super matassa di filo da torcere. Perché se è vero che la scorsa edizione si può dire che ha vinto un voto politico, e in quella prima ha vinto una canzone che pur se bella sotto tanti aspetti è una cavolata ben condita con una accattivante scenografia singola, quest’anno ci si potrà scommettere ma tanti paesi giocheranno la carta dei loro migliori direttori artistici per far studiare una esibizione, più che una interpretazione, che riesca nell’obiettivo di far divertire e votare in questo ordine di apparizione.
Tutti gli in bocca al lupo possibili a Francesco Gabbani, ma ci vorrà sicuramente ben altro per provare, prima di riuscire, a portare a casa l’ambitissimo trofeo e malgrado tutto l’onere e l’onore, più onere indubbiamente che onore, di organizzare il successivo festival.

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La riflessione di oggi

L’editoriale di oggi

Attualmente Sanremo sta macinando ascolti come altre volte e altre edizioni targate Carlo Conti. Non bisogna però sottovalutare il particolare che la messaggistica virale su cellulare è stata una fortissima controprogrammazione per tutto l’impianto di Sanremo.
Molti avranno potuto ricevere su Whatsapp il papiresco messaggio di boicottare la visione di Sanremo per gli stratosferici costi di Conti stesso oltre agli ospiti. A parte il fatto che Carlo Conti non è pagato solo per dire quattro parole in croce nelle serate in cui presenta ma deve fare una supervisione in quanto direttore artistico, non ci si deve scordare che Sanremo volenti o nolenti è una occasione principalmente italiana, ma anche internazionale perché chi vince il festival va come esponente italiano ad un’altra gara canora più importante che si tiene a maggio: l’Eurofestival.
Sanremo è quella pacifica occasione di sentire e vedere l’Italia perché l’Italia si raduna davanti al televisore e vede se stessa quale metro di discussione e di sfida tra chi è il più bravo a rappresentare l’Italia tutta. Se noi per un pezzetto siamo quello che siamo nel mondo è perché il nostro festival è amato e apprezzato dappertutto. Quindi dispiace per chi a giusta ragione ha voluto fare vandalismo del festival boicottandolo. Ma in questo momento ci sono certamente persone all’inizio aderenti che stanno guardando perché Sanremo è Sanremo…

L’editoriale di oggi

La riflessione di oggi

Di certo dietro alla diatriba di oggi c’è una cultura dei giornalisti musicali che certamente è infinita. Ma si vuole portare ad esempio di quanto l’artigianato del videoclip musicale alle volte, unito alla registrazione audio di una canzone ammazzino una canzone che magari bella non sarà visto che il bello è un concetto relativo. Ma per lo meno ha il pregio di aver vinto, come in questo caso, la sezione giovani di Sanremo 2016.
Si sta parlando della canzone “Amen” di Francesco Gabbani.
Di questa canzone, qui nella rete, esiste la versione ufficiale del videoclip su Youtube (il video). E buono che ci sia altrimenti la canzone morirebbe. Ma se lo si paragona con una registrazione brevissima del live sul palco di Sanremo 2016 (il video) si possono notare delle differenze.
Due tra tutte: il balletto e l’energia del cantato. Perché il primo è parte integrante della canzone, e il suo cantante lo esegue a meraviglia. Nel video, invece, questa meraviglia sparisce per una architettura videale praticamente opposta a quella che poteva essere l’ispirazione della canzone.
La seconda rende giustizia ad una situazione della musica che è l’esecuzione live. Su cui quindi si consiglia di puntare, perché il servizio che Youtube fa di una canzone simpatica e ben ritmata come questa non è certo dei migliori…

La riflessione di oggi

L’editoriale di oggi

Un uomo che vince, come per il detto della squadra, non si cambia. Per una serie di motivi che non è il cado di elencare. Tranne uno: la gente, abituata a quella faccia, si fida più di un perfetto sconosciuto.
La questione che nasce, parlando di Sanremo appena terminato baciato dagli ascolti e dagli attivi di bilancio, è fino a che punto il momento d’oro di Carlo Conti, alla guida dell’ammiraglia Sanremo, potrà durare.
La speranza è che la durata sia più lunga possibile. E non solo per i bilanci Rai, ma anche per non dover digitare un tweet o un post di più su quanto faccia schifo Sanremo quest’anno. Che non è una cosa molto carina…
Non per questo Carlo Conti non può esimersi dal fare una domanda a se stesso e al suo gruppo, partendo da Pagnussat fino ad arrivare a Pirazzoli: cosa possiamo dare ancora a questo festival e al suo pubblico?
E’ più o meno da quella risposta in poi che, ad avviso di chi sta scrivendo, si può scrivere un nuovo successo per Sanremo. Magari facendo della stagnazione rispetto al passato, ma non togliendo al pubblico e alla musica una manifestazione che, nel bene o nel male, rappresenta tutta l’Italia. Anche all’estero…

L’editoriale di oggi

Le cover di Sanremo 2016

I cantanti di Sanremo 2016, secondo l’ordine delle esibizioni, hanno portato le seguenti canzoni di altri cantanti:

(un ringraziamento a Repubblica TV per aver messo in rete i video mancanti da Youtube)

 

Dear Jack – Un bacio e mezzanotte

Zeroassoluto – Goldrake

 

Patty Pravo – Tutt’al più

Alessio Bernabei – A mano a mano

Dolcenera – Amore disperato

 

Elio e le storie tese – Quinto ripensamento

Arisa – Cuore

 

 

Neffa – O Sarracino

Valerio Scanu – Io vivrò

Irene Fornaciari – Se perdo anche te

Bluvertigo – La lontananza

Lorenzo Fragola – La donna cannone

Enrico Ruggeri – A canzuncella

Annalisa – America

Le cover di Sanremo 2016