L’editoriale di oggi

Attualmente Sanremo sta macinando ascolti come altre volte e altre edizioni targate Carlo Conti. Non bisogna però sottovalutare il particolare che la messaggistica virale su cellulare è stata una fortissima controprogrammazione per tutto l’impianto di Sanremo.
Molti avranno potuto ricevere su Whatsapp il papiresco messaggio di boicottare la visione di Sanremo per gli stratosferici costi di Conti stesso oltre agli ospiti. A parte il fatto che Carlo Conti non è pagato solo per dire quattro parole in croce nelle serate in cui presenta ma deve fare una supervisione in quanto direttore artistico, non ci si deve scordare che Sanremo volenti o nolenti è una occasione principalmente italiana, ma anche internazionale perché chi vince il festival va come esponente italiano ad un’altra gara canora più importante che si tiene a maggio: l’Eurofestival.
Sanremo è quella pacifica occasione di sentire e vedere l’Italia perché l’Italia si raduna davanti al televisore e vede se stessa quale metro di discussione e di sfida tra chi è il più bravo a rappresentare l’Italia tutta. Se noi per un pezzetto siamo quello che siamo nel mondo è perché il nostro festival è amato e apprezzato dappertutto. Quindi dispiace per chi a giusta ragione ha voluto fare vandalismo del festival boicottandolo. Ma in questo momento ci sono certamente persone all’inizio aderenti che stanno guardando perché Sanremo è Sanremo…

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