La riflessione di oggi

Bisogna partire da un punto fisso: al referendum del 4 dicembre ci sono due scelte: votare o non votare. Se uno non vota, decide di evitare di dire la propria. E siccome è una scelta legittima: libertà per tutti.
Se si decide di votare uno può dire di si o di no. E ognuna di queste due scelte porta delle conseguenze. Il si comporta che una legittima votazione del Parlamento viene comprovata dalla volontà popolare e tutto finisce con l’adozione della riforma costituzionale che è anche, ma non solo, quello che per la maggiore viene diffuso da politici e giornalisti.
Se si dice di no, sotto un certo aspetto si blocca un processo di costruzione di una nuova realtà legislativa all’interno della legge fondamentale che è la Costituzione.
C’è chi dice che questa riforma non è una buona riforma. E alcuni dicono che si tratta del popolo dei no su tutto e a prescindere da tutto. Forse c’è un fondo di verità. Ma la questione è solo una: se si avesse avuto una idea di fare la stessa cosa nel passato, perché non la si è portata avanti o si è preferito fare altro?
A parte tutto votate gente. Il voto è un diritto prima che un dovere. E non portarlo avanti, a prescindere se con un si o con un no, è una cosa che impoverisce il tessuto civile di un paese.

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