La riflessione del giovedì

In un momento come questo, con la realtà dei migranti che incombe tanto dal mare per noi Italia quanto per l’Europa tutta, la domanda a cui si deve cercare di dare una risposta è: che futuro si sta organizzando per i nostri figli?
Perché da un lato, è innegabile, c’è la realtà di uomini e donne che tutti questi estranei, visto che li chiamano così, non li vogliono. E molto probabilmente i loro figli saranno educati ad odiarli.
Dall’altro lato ci sono persone che questi migranti li adottano e vogliono aiutarli a sopravvivere in nome dei valori della Costituzione italiana, che tutti gli altri non vogliono vedere.
Una quadratura viene difficile trovarla. E la realtà finale sarà quella di una spaccatura tra figli che non vorranno migranti con il classico appellativo storico di “brutti, sporchi e cattivi”, e figli che cercheranno di essere aiutevoli con tutti questi soggetti spersi per il mondo.
La speranza è che non ci sia una spaccatura tanto reale e che l’umana ingenuità di cui sono padroni i bambini non sia intaccata da degli adulti spregevoli che in nome della tradizione del loro odio contagiano dei ragazzi diversamente capaci di essere cristianamente utili al loro prossimo.

Si alla redistribuzione in quote dei profughi

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