La riflessione del giovedì

Da oggi la riflessione amplierà un post di questo blog, e cioè la domanda del lunedi. E si parte da una distinzione: c’è quando si fa una imitazione in senso ironico e quando si prende qualcuno e lo si mette seriamente sulla sedia a guardare metaforicamente se stesso quando dice ciò che non dovrebbe essere detto e per questo deve essere corretto.

Il professore con la lavagna a fogli e il pennarello è il chiaro segno che la riforma della scuola tocca corde sensibili della società civile. Ma, e questo non è una scusante per il premier, quando mai non ci sono state riforme che hanno toccato le corde della società civile? Detto meglio: si riesce ad accontentare tutti quando si cerca di riscrivere le regole del gioco di una parte importante di un paese come può essere la scuola, in questo caso?

Non c’è una distinzione cosi netta tra le due scopiazzature che ha ricevuto il video di un quarto d’ora fatto dal premier Renzi. Tutte e due possono far ridere tanto per disperazione quanto per contentezza. E il fatto è che non si sa se dire contentezza per Crozza o per l’insegnante in camicia bianca. Una cosa la si può dire fuori da imitazioni: se Renzi tiene al suo partito e vuole dargli un futuro, non faccia le cose che sta facendo solo elettoralmente parlando. Abbia la testa di dire che il suo lavoro deve servire al paese, e non alla sua sopravvivenza in quanto politico o segretario del partito. Così non ci dovrebbero essere delle imitazioni.

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