La riflessione del giovedì

La riflessione parte dall’intervista di oggi. E solo una cosa si può chiedere: è possibile fare un bilancio tagliando ogni volta quel pezzettino che permetterebbe, magari con un briciolo di spreco controbilanciato da una efficienza a lungo percorso, di arginare certe dichiarazioni? Lo si potrebbe definire un attacco in tutto e per tutto al Governo. Ma invece qui si colpisce non un soggetto ma un comportamento.

Si pensa che tagliando si possa creare. Si pensa che da un bilancio si possa ricavare sempre qualcosa per investire. Tagliando ovviamente. Ma investire da un taglio non è investire: è cambiare spesa. Se si ha cento e si può spendere cento, non si può preventivare centoventi. E’ illogico. Se si ha cento si può spendere al massimo novanta racchiudendo il minimo indispensabile e il dieci è un obbligo, non una scelta, creare scorta.

Si potrebbe dire che un blogger scalcinato non può certamente dare lezioni di finanza. Che fare un bilancio non è una cosa semplice e che le lamentele del sindacato le si può prendere per quello che sono. Ma allora le notizie come quella della storia di oggi da dove saltano fuori: dall’incompetenza e dalla sbadataggine di chi si è fatto un prosecco o una birra di troppo per la sete da lavoro?

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