La riflessione del giovedì

Se ne è già parlato. Ma ritorna. Il privato non dovrebbe fare quello che il pubblico ha l’obbligo di fare. Perché adesso una fetta della Toscana è con le strade bloccate dagli alberi caduti. Sarebbe il colmo che la gente deve privatamente, se non lo ha già fatto, togliere gli alberi dalle strade con il cavillo che è per metà dentro il privato. Oppure con la scusa che l’albero è di proprietà del privato.

Ma se quell’albero ha sfondato una casa che fare? Comincerà come altrove la coda degli assicurati con le compagnie per avere dei risarcimenti. E non avendocela con le compagnie di assicurazione, da che parte a che parte partirà il carrozzone delle spiegazioni che la polizza non copre certi danni piuttosto che altri? Se le compagnie volessero, da una sciagura, sciacallare in senso positivo potrebbero risarcire le persone. E dare prova che le compagnie assicurative non sono solo delle succhiasoldi senza dare nulla in cambio.

Si potrebbe concludere dicendo altro. Ma è tutto quello che possono dire le persone comuni riguardo una sciagura come questa. Che ha il suo buon risalto sui media, perché i media hanno fame di notizie e perché è il loro lavoro diffondere le notizie. Ma quando tutto il circo dei media finirà, che ne sarà dei calamitati? Che non ci sia l’oblio. Che le istituzioni non abbandonino la gente viva solo perché non è morta nella sciagura. Una sciagura senza morti non è una mini sciagura. E’ una sciagura come tutte le altre. Come la Liguria e chi l’ha preceduta.

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